chi sono Nome: inquilins g, p e pp Zulawskiego è un condominio del quartiere NowyKleparz di Cracovia che le osserva e le descrive. Inquiline sono g, la grande, p, la piccola primafiglia di cinque anni, pp, la piccolapiccola secondafiglia di tre anni e mezzo. 31-145 Krakòw Ultimi commenti utente anonimo in TraslocoZuly carissi... donlucap in TraslocoZuly carissi... Altri Luoghialabamaarte babsi cadavrexquis casalinga precaria cinas claudio comida de mama Effe, insostituibile Effe Elastyna emmart filosofia per alcolisti finO fiore di zucca ipazia irene l'ex spostata klarka da praga La Corridrì la zia Perec laprofe lapullana@work leonardo lettere del cs licenziamentodelpoeta mamma bellissima manuela del cs Maria Strofa mirumir Ottoe49 pbeneforti Perec (è tornata!) polispaliano ristorante della zia rom@sinti rosa lucsemblog seiuzz Sorella in SudaFFrica Tachipirinha tina spacey uomo di marmo violacciocca wlodek goldkorn zauberei zop Categorieabitudini polacche acacie alcool amica judit amici antisemiti babcia malina bambini berlino bianca bicicletta retrò birre brevi cani splendidi casa di campagna casa di montagna chernobyl cibo polacco colori compleanno conti cosa pensano i polonesi disastri famiglia mereghini febbre feste fiori foto g gal gbs impegni in italia in viaggio intelligenza artificiale italia kappa la tesi libri lingua magda malattie mamma marzo ministri morte neve nipote notizie notte novità pani preferita papa parrucchieri polacchi paura piante piccola piccola piccola pizza poesia politica potere pp primavera regali regina spumosa ricette rientro sas sasiadka scuola signorina bentley socialismo sogni sole strade tate televisione testa di ferro torte traduzioni varie vegan food verde Archivio
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giovedì, 20 novembre 2008
TraslocoZuly carissimo, il nostro trasloco è quasi finito, la sala che dovrebbe essere il mio luogo di lavoro è ancora un casino, i libri sono ovunque e domani vado forse a ordinare una libreria che costruiranno da qualcuna delle tue parti, così almeno continuerò a parlare nella nostra lingua con gli scaffali. Ecco, ora non mi diventare nostalgico che ti vedo che lo sai dove vado a parare e mi fai il labbrino, dai non me lo fare il labbrino, su. Zuly, ti prego. Dai. Va bene, mi metto a piangere anche io. Ma invece no, poi vieni anche te e vedrai che ci divertiremo, vedrai che sarà allegro, divertente. Giuro. span> Postato da: inquiline alle 19:22 | link | commenti (4) | commenti (4) pop up giovedì, 23 ottobre 2008 Volpi in giroMa ora sarà possibile che nel centro di Berlino il povero Mattia, che seppur sia pieno di vita ha i suoi dodici anni, si trovi ad inseguire una volpe??? E che dietro di lui io gli debba correre coi pantaloni del pigiama di flanella a quadrucci rossi e un golf oversize a righe e le ciabatte che mi scivolano via e gridare Mattiaaaa Maattiaaaaa!!! Perché già vedo la famiglia distrutta, i bambini che piangono e la voragine del mio senso di colpa per avere un cane gattomaniaco e non tenerlo al guinzaglio e possibile che non risponda Mattiaaaaaaa!!!! Invece no, non era né un gatto, né un piccolo e adorabile cane, suggerisce una ragazza che passa di lì per caso, ma piuttosto una Fuchs. -Una Fuchs? -Eh, una Fuchs. -Ma siamo nel centro di Berlino! Intorno a noi che conversavamo sulla straordinarietà della signorina Fuchs il prode cacciatore sfrecciava come un ossesso avanti e indietro, e scompariva e riappariva. La Fuchs nel centro della città è cosa ben strana, ma te lo vedi come sei vestita? Hai anche i calzini bianchi... questo pensava di me la ragazza, allontanandosi. span> Postato da: inquiline alle 23:42 | link | commenti (6) | commenti (6) pop up giovedì, 23 ottobre 2008 Malparlante e nonromantica g-E quindi g andate a teatro? -Sì Zuly, cori, arie e orchestre! E la sera si cena col computer su youtube e cantiamo come tre folli le arie della Tosca della scorsa settimana, e sai che le due sono ancora -incredibile!!!- più reazionarie di me??? Solo la Callas va loro bene. Io sono Mario-Màmmio, la piccina piccina è la splendida Tosca e la star della canzone di mezzo è Scarpìa, ma siccome non fa che scaccolarsi è Scaccolìa e Mattia che sta sempre lì con noi fa tutte le parti secondarie, ma poi si firma come Spalletti, ossia Spelotti, che in realtà invece di cantare spela. E così andiamo a scuola la mattina, e così passeggiamo per Berlino. E la dolcissima Tosca scalpita nel suo eroico gesto di uccidere la sorella Scaccolìa, solo che quando poi io le canto 'E lucean le stelle' non ci crede, e già sulla 'ella fragrante' se ne va... Che dici Zuly? Non sono credibile nei panni romantici di chi ama? -Eh... -Ah, danke! Ma sai che c'è? Io vi prendo tutti a sciabolate, ora si vanno a prendere i biglietti per il Didone e Enea di Purcell e mi faccio tornar la virgogliosissima adolescenza da liceo e vi insceno una Didone per le strade che vi casca la mandibola. -Già, la Didone da marciapiede... Dopo che la vicina di casa le ha detto che la nuova inquilina di Zulawskiego non deve essere polacca perché ''parla polacco in maniera srednia, cioè, non srednia come te, molto meglio, ma insomma srednia'' ora arriva Zuly che la accusa di non essere una credibile romantica. G sta zitta perché sa bene che hanno entrambi ragione, e pensa che l'unico modo di zittire tutti è un po' di rossetto rosso e dei tacchi molto alti. Che tacciono per celare le risa se lo dirà più avanti, per adesso si gode il silenzio. span> Postato da: inquiline alle 14:03 | link | commenti | commenti pop up mercoledì, 22 ottobre 2008 Caro Zuly,i nostri muminki sono stati sostituiti dalla Prinzessin Lillfee e con questa sbrilluccicante fatina sono andati via anche le anumazioni slave dei primi anni ottanta che tanto ci piacevano in quel ritmo lento di attesa, ti ricordi che tutti i personaggi erano fatti di feltro e si muovevano a scatti e in questo erano adorabili. Anche in questo forno c'e' sempre qualcosa che cresce, che lievita e che ormai cuoce per bene perche' ho capito come funziona, che quel segno non era il ventilato ma il grill, e per questo al pan di spagna gli si carbonizzava la testa; ancora non ci sono gli amici per organizzare una serata di pizza, ma ti diro', non credo nemmeno ci sia l'energia, la sola idea di aspettare la mia Iwona con quegli occhi neri da gatta zingara, o la Marta con la bocca che le brillava... no, forse e' solo un problema di lingua e a sentir parlare tedesco ancora non mi sento a casa. Quando stavo da te non mi sentivo sospesa, abitavamo al piano terra e la terra ci stava vicina sotto ai piedi, qui siamo al terzo piano, siamo mezze per aria e quello che si vede dalle finestre e' assai imprevedibile. La vita di chi si allontana dalla Polonia e' un dei grandi topos della letteratura, ce lo dicevamo vero? solo che pur condividendone la nostalgia io non riesco a parlare dei sernik della mia nonna... la torta della mia nonna era una zuppa inglese che era crema gialla affogata in un paio di bottiglie di liquore e quando i miei divorziarono lei divento' isterica perche' in quel modo aveva perduto con il genero il suo unico compagno di tavola. Nemmeno posso ricordare lo studio di mio nonno in un qualche bel palazzo del centro che' mio nonno faceva si' il medico e aveva si' uno studio splendido in centro ma sono ricordi che grondano l'italianita' della lotta partigiana locale, hanno il sapore dell'anticomunismo socialista laico che si argomentava poi per lo piu' in belle donne, gioielli e serate nei ristoranti e se mio nonno per mia disgrazia fosse stato polacco avrebbe avuto una ben grama vita, lui e il suo anticattolico anticomunismo, altro che donne, altro che gioielli, altro che figli all'estero. Pensa un po', la persona piu' importante della mia vita non e' nemmeno mai stata in Polonia, perche' io ce la volevo portare ma poi aveva paura del freddo, poi la malattia e poi ero una ragazzina io, mica potevo dirle "mamma, e' molto importante per me che tu veda i luoghi dove io mi sento a casa, e' importante per il mio futuro", ma che ne sapevo io del mio futuro. E poi succede che questa maledetta Frau Zukunft si presenta inattesa e te la trovi la mattina al tavolo di cucina che sta li' e ti guarda e vorresti credere che sia soltanto una visione, invece la tocchi e lei ti dice "embe'?". Parlavamo di futuro e ci sembrava lontano, ci sembrava anche bello, vero? Invece son sempre qui con tutte le mie incompiute certezze, ho i capelli un po' piu' lunghi e molti nuovi libri che mi aspettano. E poi non c'e' piu' Fango, non volevo dirtelo perche' finche' le realta' non si conoscono nemmeno esistono, cosi' come quando ero in casa di mia mamma e telefonavano per lei io mi ingoiavo il dolore in gola che volevo dir loro "No, mi scusi, la signora si e' trasferita, io sono la nuova inquilina", perche' dir loro la verita'? Invece il futuro si e' seduto a quel tavolino di cucina e si', ha trasformato me in una persona che vive da "nuova inquilina" e si e' portato la certezza della sua assenza, insieme alle distanze che spesso basterebbe poco per trasformare. Per fortuna sai, Poznan e' soltanto a un paio di ore di treno... span> Postato da: inquiline alle 09:50 | link | commenti (6) | commenti (6) pop up mercoledì, 03 settembre 2008 Berlino, mercoledì 3 settembre
Zuly mio caro, piove, questo cielo di Berlino è lucido e grigio e le nanuncole dormono. Ma sai che cosa mi ha detto p prima di addormentarsi? Ché ci sono cose che fanno bene e queste bamboline mi sfiancano ma poi mi bastan due loro parole per sentir che lo stomaco mi si gonfia di fiori di gioia che sbocciano l'uno dopo l'altro. Ché nel mare di sensi di colpa spesso loro si affacciano, mi lanciano una ciambella e io non affogo più. Spesso p mi ripete che lei vuole vivere in Italia, vicino ai nonni, senza i posti nuovi, le lingue, i trasporti pubblici e i musei e le passeggiate e le distanze e le cose che dimenticherebbero ma non devono... e io lì per lì reagisco sorridendo e dico "ma dai!", ma poi mi pesano le fatiche che impongo loro. Insomma si stava per addormentare e dopo un minuto di silenzio nel buio fa: -mamma, ma io a Ripa non ho mai visto parchini giochi per i bimbi -eh, perché non ce ne sono... -e come mai? -perché in Versilia ce ne sono molto pochi, ce n'è uno vicino a casa del nonno, ma i bambini in Italia non sono molto importanti per chi disegna le città, non come qui a Berlino. -Berlino è fatta per i bimbi -non solo, ci sono anche tante scuole, tanti teatri, ci sono un sacco di luoghi splendidi anche per noi grandi. -sono contenta di stare a Berlino e si è addormentata dentro quel sorriso. Buonanotte Zuly, domani ti racconto di come oggi mi sono fatta convincere all'altalena e di quanto sia divertente, poi se trovo il coraggio ti descrivo anche il dialogo con la stessa saggia p, che mi ha insegnato a muovermi su quell'aggeggio infernale ed ha sottolineato un "Brava mamma" verso di me, mentre le è scappato un pensiero stranito ad alta voce "la mamma va sull'altalena e le ho insegnato io". span> Postato da: inquiline alle 21:48 | link | commenti (21) | commenti (21) pop up giovedì, 10 luglio 2008 La casa nuovaNella casa nuova c'e' un mobile alto in cucina che si chiama "Dubbio". Nel lungo corridoio che taglia la superficie come una freccia nell'aria c'e' una panca antica chiara, quasi bianca, che si chiama "Incertezza". Nella sala che da' sulla strada, dove vengono accolti gli ospiti c'e' un tavolo tondo sul quale vien fatto di posare le mani; uscendo dalla stanza lei se lo lascia alle spalle ripetendo in silenzio il suo nome, "Debolezza". Ogni qual volta si entra in questa casa nuova ci si tolgono le scarpe e i cappotti per riporli la' dove tutto e' terribilmente ordinato, nonostante questo spazio abbia per nome "Confusione". Ogni mattina lei si sveglia e guardandosi intorno sorride loro, in questa nuova, necessaria e serena convivenza. span> Postato da: inquiline alle 16:19 | link | commenti (8) | commenti (8) pop up giovedì, 10 luglio 2008 I piedini lontaniDicono che pp sia rimasta fedele alla sua paura per l'acqua e di fronte alla sorella che schiamazza nel mare tra le braccia del padre mantenga il contegno di una damina romantica che guarda, seduta in silenzio sopra uno scoglino. Il vento tra i capelli biondi e il sole sul viso che le sorride. Quando lo hanno raccontato alla mamma si e' rabbuiata tutta di una nostalgia strangolante, e quando ha sollevato il viso nel vuoto le si leggeva negli occhi un'immagine limpida, quella dei piedini della sua bambina appoggiati sullo scoglio siciliano e nelle orecchie le risuonava la gioia della voce dell'altra sua bambina. E uno potrebbe affogare per molto meno. span> Postato da: inquiline alle 10:36 | link | commenti | commenti pop up domenica, 29 giugno 2008 La bambina da traslocoG ha bisogno di una scatola per fare pulizia di vestiti. Vede sedici volumetti di poesia in una libreria sbagliata e si avvicina pensando di spostarli per fare spazio ad altri libri e quindi svuotarne una scatola e riusare quel cartone per i ciuchy, panni, abiti, cenci, stracci che verranno messi sul marciapiede ad uso dei vicini curiosi. Come fa per togliere i volumi dalle mensole una vocina minuscola la gela alla schiena. E' pp che sta sotto di lei, la guarda felice, scoppia in un sorriso di entusiasmo e le chiede piena d'energia: -Si parte mamma?? span> Postato da: inquiline alle 10:41 | link | commenti | commenti pop up sabato, 28 giugno 2008 La saltimbanca dell'anima suaErano mesi che g rimandava l'entrata verso un sano, complicato, articolato e implacabile percorso di analisi. Non rimandava per paura o per altro -nonostante g abbia sviluppato anche una novella fresca fresca paura per tutto- ma, primo argomento da portare sul lettino, per problemi organizzativi, non vivendo più di una settimana di un solo paese e di una sola lingua ogni questione risolutiva del sé se ne andava più o meno alle ortiche. Erano mesi difficili. Mesi faticosi dove tanti nodi rimanevano irrisolti là sotto lo stomaco dove s'annidano i mali. -Zuly, adesso tutto si sta chiarendo. Da quando mi sono messa in mano alla burocrazia tedesca ogni mia mancanza di chiarezza viene tirata fuori, scritta su carta ed esposta al pubblico germanico ludibrio, dopodiché mi danno due giorni di tempo per sistemarmi, altrimenti la mia caccia al tesoro non prosegue ma anzi, cestinano ogni cosa e mi fanno anche una multa. Questa cosa della multa me la sussurra uno facendomi gli occhi cupi cupi mentre tutti intorno annuiscono in silenzio. La grande partitura della legalità post totalitaria è la migliore analisi dell'età nostra. Loro indicano una griglia rigida di possibilità all'interno della quale bisogna rientrare, descrivendo se stessi e facendosi descrivere dalla società, la fortuna del risultato sta in mano alla credibilità di come si parla di sé. Di come, non di cosa. -Capisci Zuly mio? Ho un tale casino di documenti che se non ci affogo sarà soltanto grazie ad una falsa promessa di assunzione come traduttrice. -Bene, no? -Ma, bugia per bugia, perché non come "trapezista"? span> Postato da: inquiline alle 09:57 | link | commenti (4) | commenti (4) pop up berlino venerdì, 27 giugno 2008 Il ritorno dalla Mamma PoloniaLe mani di g si sono fatte timide e artritiche. Un tempo non lontano erano dei trenini accelerati che correvano col vento tra i peletti sui binari del mondo digitale, la rete, le foto, i documenti digitali e persino una formula tutta loro avevano per rinchiudere pensieri complessi nei 160 caratteri di un sms. Tempo andato. Da quando il computer le è morto tra le mani g è cambiata. Al posto della settimana di bestemmie in multilingua e multicolor -roba che un portatilino d'oro che muore così farebbe venir voglia ad un santo di mettersi la sveglia di notte per non addormentarsi e non interrompere la sequela di moccoli leciti, sani e appaganti- g ha scelto il silenzio. Lunghe passeggiate. Pause sui ponti a guardar le biciclette e così via. -Zuly, preferisco l'approccio simbolico. -?? -Se non ho un computer vorrà dire che vivrò senza. -?? -Senza. Un grande silenzio cicho cichutko. Finché la Polandia, regale terra delle verdi pianure, maestosa natura dei grandi laghi, elegante signora delle piazzette colorate le ha bussato alle spalle. Nel naufragare noioso e grigissimo della g dedigitalizzata ci ha pensato lei, che quando vuole le fa da una delle sue mamme. -Zuly!!!! Svegliati, su!!! -Mh? -Allora l'asilo pare proprio che ci sia, si chiama Kajtek ed è polacco-tedesco, le inquilins sono così felici che volevano cominciare da subito. Quel diavolo di p mi ha anche guardato dicendomi, "dai mamma perché dobbiamo stare con te se possiamo andare a giocare coi bimbi in polacco? Il polacco lo sappiamo già, possiamo cominciare subito a giocare". -Bè, bella notizia -Sì, ma siccome forse la mamma Polandia non mi deve aver sentito abbastanza riconoscente c'è dell'altro. -Che c'è? -Stasera ho controllato la mia muffosa casella d'email. -E? -Mi hanno dato la borsa. -Che borsa? -Otto mesi di stipendio per fare le mie ricerchine sulle identità polonesi. -Bè, gran bella notizia. -Zuly, verrò spesso e ti porterò le creme Weleda, i cataloghi delle mostre berlinesi e migliaia di racconti inquilini. E poi organizzeremo anche un gemellaggio tra il Kajtek berlinese e il Przedszkole di Zulawskiego. -Sarà, ma io nemmeno me lo ricordo più che prima di conoscere voi tre mi annoiavo un sacco. -Buonanotte Zuly! -Gute nacht inqui... span> Postato da: inquiline alle 00:52 | link | commenti (4) | commenti (4) pop up giovedì, 12 giugno 2008 La Chirurga delle cipolle e g, la Cipolla della chirurgaTutta la vita di g è dentro una serie di scatole. Ci sono i mobili di tre case e di diverse vite, quella della maman sua e delle belle cose che le ha lasciato, quelli di Cracovia e della vita polacca, quelli di Berlino e della vita berlinese e diversi mobili di gal e della sua vita da ex scapolo ricco, poi ci sono i cinquemila libri che parlano tante lingue e raccontano parole per adesso chiusi, zittiti e distinti dai diversi colori dello scotch, blu la letteratura e marrone la storia, ci poteva anche stare una stella gialla, ma chi ha voglia di lavorar di più per un trasloco installazione che poi nessuno avrebbe documentato, tra quel mare di scatole ci sono poi naturalmente i vestiti di tutta una vita e nemmeno solo della sua ma anche delle nanette, che per quanto piccoline hanno un guardaroba da mini coco chanel, compresi i ricordi di quando erano minuscole, della prima cacca nel vasino e della prima passeggiata e così via. Un casino, g si guarda intorno e le si intristiscono gli occhi dal casino senza fine della sua vita e non di rado le viene in mente di affittarsi trenta metri vuoti e lasciar casa sua ad una banda di zingari, in confronto sarebbero ordinati. G voleva farsi crescere i capelli ed ha una testa che sembra un museo della Hadid, e ogni giorno si scoprono onde diverse, voleva camminare coi tacchi ed è piena di vesciche che ormai va in giro scalza, voleva mettersi il rossetto e le sue amiche non la riconoscono più finché poi la riconoscono e allora ridono, voleva aprire una libreria e il suo socio la apre da solo, ma lavoriamo insieme, eh? Data la simpatia di questo presente madame Caos ha pensato di farsi anche curare i denti, tra una scatola del trasloco, una traduzione di un fondamentale documento per il demoniaco Bezirksamt berlinese e la scoperta di non avere metà delle carte richieste, g s'è messa in agenda una serie di appuntamenti all'ultimo minuto nell'appartamento dei carnefici sorridenti delle dentiste polonesi, tutte belle,tutte donne e tutte inesorabilmente dentiste. Ora. Vicino a Zulawskiego c'è un mercatino dove le contadine della campagna cracoviense vendono le loro cavolelle e i cavolfiori e le fragole e l'ovetti freschi di gallina. Che sono prodotti loro lo si capisce dalla terra incrostata tra le pieghe delle mani, si vede che sono mani lavate ma la terra da là dentro non vien via e quando ti danno il resto tirano fuori gli spiccioli dalle tasche e le dita si aprono loro a fatica, indossano abiti larghi e fiorati e hanno i fianchi larghi di chi si rialza dalla fatica e si asciuga il sudore sulla fronte con l'avambraccio. Le dentiste dalle quali si fa curare g sembrano uscite da quello stesso mercato e si relazionano a lei così come le pani contadine fanno con le patate, tanto che un tempo la principessina g piangeva per la reazione emotiva all'ago, mentre ormai è saltata a gridare per il dolore e basta, che più denso e roccioso del dolore cos'altro c'è? roba che la Signora Chirurga le ha preso la mandibola in mano per rigirarsela tra le dita come si fa con una cipolla quando le si vuol togliere la terra per lanciarla in un sacco. Averle poi piantato una spada nella gengiva è stato tutt'uno con l'anestetizzarle con uno spary al sapore della morte l'intera gola, che lei stava lì non sapendo bene s'era ancora in grado di respirare oppure no, e guardava la Chirurga cipollaia boccheggiando di male, di dolore e di disperazione; che se uno si sente soffocare accade anche che si disperi. -Signora, ma che schifo! Possibile che non le facesse male? Questo dente fa schifo, è tutto pieno di pus orribile. E giù di siringa, quella cipollàra. La cretina della g disperata cercava di tirarsi su da sola, e farsi ridere, nonostante la polacca gentile e feroce descrivesse alle sue spalle la sua bocca come una cloaca indifferenziabile. -Che bello essere a Berlino... Là non sarò in grado di tradurre queste frasi. Là sentirò queste frasi e mi scivoleranno alle spalle senza trafirmi lo stomaco. Là diranno cose che non capirò. Per dire, io non vorrò mai sapere come si dice auf Deutsch "la prego mi prepari un ago più lungo che questo non va bene per quel dente schifoso". Quando il dente è stato estratto la cipollàra si è accanita sulla gengiva di g, tirando fuori tutto quel che riusciva a grattar via, evidentemente rivivendo la storia ancestrale simbolica della mandria di topi dalla quale proviene e la loro ultima esperienza di cibo gratuito. -E poi per piacere non mangi, non beva, non fumi e non faccia nulla per almeno 48 ore. -Respirare? -Mh. Ma dall'altra parte. E piano piano. span> Postato da: inquiline alle 17:33 | link | commenti (8) | commenti (8) pop up martedì, 03 giugno 2008 La Berlina inquilina-G ma dove sei? -Svicolo tra le scatole dimenticandomele, inseguo avvocati che camminano per mano con amici commercialisti, chiacchiero amabilmente con una impiegata del comune polacca che mi aiuta a non affogare tra le carte e discuto coi berlinesi di futuri probabili. -E il computer? -Il computer e´morto, siccome un amico ha collegato un telefono internet ad una delle uscite lui ha cominciato a fischiare, a friggere e poi non ha piu´detto nulla. -Non vorrei chiedertelo, ma un back up lo hai mai fatto? -Ecco, bravo, non chiederlo. span> Postato da: inquiline alle 11:09 | link | commenti (5) | commenti (5) pop up sabato, 31 maggio 2008 Trzy lata-E quindi partite? -Eh sì... -E dove vi trasferite? -A Berlino. -Oh che peccato! allo sguardo enigmatico di una g di prima mattina accaldata la vicina di casa ha concluso la sua espressione con un przeciez to nie Polska, in fondo non è Polonia. In un secondo soltanto a g è passato davanti agli occhi e dentro il cuore e su tra le budella il verde della campagna polacca dove non ha comprato la casa che voleva, dove non andrà in vacanza né nei weekend, i giornalai che hanno il quotidiano che prende lei, così come le riviste e i libri e i biglietti del tram, la pani preferita che sarà sostituita da un signor turco con i baffi e così via tutto ciò che si lascerà alle spalle andando altrove, là dove in fondo non è Polonia. Con le mascelle serrate sa che casa sua sarà comunque una malopolska, una piccola Polonia, e già si cercano bambini polacchi per giocare e cantare le piosenki e zie e amiche per cucinare i pierogi in allegria. Sono in partenza, c'è il sole e la mondeo sembra sia stata caricata per un concorso di ordine ed efficienza, g spera soltanto che arrivi a Berlino, senza soffrire anch'essa la nostalgia del verde polacco e quindi decidere per una sosta avaria tra le mucche. -Ciao Zuly, sono stati tre anni della nostra vita e la nostra vita è una vita bellissima, facciamo il possibile perché lo sia e sorridendo ci difendiamo da chi ci accusa del contrario, sorridi con noi Zuly che sta arrivando l'estate. -Ma poi torni? -Certo che torno, te lo prometto. span> Postato da: inquiline alle 11:40 | link | commenti (5) | commenti (5) pop up venerdì, 30 maggio 2008 Partenza a gambe all'ariaSarebbero potuti arrivar stasera, caricare le cento scatole di libri, le due librerie e i vari mobiletti polonesi che si trasferiranno in Berlinstadt. Avrebbero potuto fare tutto con calma nel pomeriggio, dormire su Zulawskiego nella piccola casina degli ospiti, cenare insieme a g in una casa un po' svuotata ma non troppo e partire l'indomani mattina ben riposati. G avrebbe quindi dormito serena per aver caricato tutto e con il tempo delicato del sistemare le ultime cose, avrebbe fatto le ultime scatole in serata caso mai ci fosse rimasto spazio e avrebbe dato una rilassante pulita alla casa degli ultimi anni. Si sarebbe fatta una doccia prima di andare a dormire e sarebbe poi partita la mattina dopo più o meno insieme al camion, dopo aver caricato la macchina delle ultime cose e sarebbero stati 600km più leggeri. Sarebbe stato semplice. Invece l'autista ha chiamato dicendo che arriva domani mattina alle sei, che caricano e partono. Quindi g non dormirà per l'ansia di vedere finito questo lavoro, si addormenterà alle cinque per dormire mezz'ora, aiuterà i baldi polacchi a caricare nonostante l'ora indegna e poi partirà stremata e isterica perché sicuramente non si dimenticherà nulla di fondamentale, ma arriverà a Berlino sicura del contrario. Che se non bastasse ha pure preso il telefono in mano per mettere la sveglia e ha trovato un sms di quelli che fanno rigirare nel letto tutta la notte. Uffa. span> Postato da: inquiline alle 23:20 | link | commenti | commenti pop up giovedì, 29 maggio 2008 Te
Sul tuo viso
si posa il mio sguardo più felice. Ora ci sarebbe da spiegarsi se questo versucolo sia più bello scriverlo, riceverlo o che altro. Oppure, davvero, ma chi se ne frega. span> Postato da: inquiline alle 22:57 | link | commenti (4) | commenti (4) pop up poesia martedì, 27 maggio 2008 La pomeriggia inquilinaG inscatola i libri con un'amica, in una piena e comune ubriacatura pomeridiana. Le figlie ballano come due pazze al ritmo di una Raffaella Carrà dantàn che grida "Liebe liebe liebelei è un disastro se te ne vai!", e sono prese dalla morsa dei libri da inscatolare, quindi smontano la propria libreria pur tenendosi al ritmo sculettante degli anni ottanta. I cani guardano tutte questa femminea e movimentata martedì pomeriggia, che ormai su Zulawskiego tutto è femmina, e splendida. E io muoio dalle risate, nonostante la tristezza del pensiero sicuro che tra poco non le avrò più qui. -Zuly, su!!! Non esser triste!! -Macché triste, io rido, non vedi? -Sì, ma hai gli occhi lucidi... -Vero. -Canta con noi, su! span> Postato da: inquiline alle 18:21 | link | commenti (3) | commenti (3) pop up martedì, 27 maggio 2008 Topi polacchiPuò essere che si affitti la casina dei lupini ad una romantica coppia di francesi in vacanza e così, durante le presentazioni oui mercì, si giochi a golf con un topogatto che corre velocissimo sul pianerottolo delle scale. Il mantra di g in questi casi sono le scene di Ratatouille, ch'ella si ripete a litania per non morire d'infarto dalla paura e poi, certo, il fermo pensiero che sono meglio decine di topi che ti camminano sul corpo nudo di un dentista che ti armeggia in bocca. Comunque, che schifo. span> Postato da: inquiline alle 12:45 | link | commenti | commenti pop up martedì, 27 maggio 2008 ParoleVia radio Wittgenstein, accidentallèi, g ha spento aspirapolveri, ha chiuso i libri di tedesco, ha dimenticato le scatole della letteratura e si è ascoltata una canzone di Jovanotti, con tanto di video. Ora, con una giacca così gli si può anche scusare la batteria e la chitarrina elettrica che arrangiano in maniera respingente questa bella canzone, roba che la seconda volta verrebbe voglia di intervenire su quei mixer e staccar loro le spine, vero però che se g avesse una giacca così farebbe come fa pp con le gonne, che ci va anche a letto per sentirsele addosso. Lui ha messo insieme delle parole, e chi non le canta le ascolta, al di là dell'onestà, della verità e della poesia, che mica tutto si può chiedere a chi mette insieme le parole. Poi c'è la poesia della vita, quella che né si ascolta né si canta, ma si respira, se si è in grado di farlo e se non si impara si boccheggia e si soffoca e comunque non è di quello che si muore, quindi si vive sospesi in quel mezzo soffocamento. Perché dovrebbero esser queste le parole che un uomo, ogni uomo, rivolge alla sua donna, ogni donna, stringendo con entrambe le mani questa idea di lei, sentendola così sulle spalle, tra le dita, dentro il fegato e sulla punta dei piedi. -Zuly sai, m'è venuta in mente una cosa... La mia maman, nota come la regina della paillette, mi ha lasciato un tubino di paillettes a strisce, ahimé non sono d'oro, ma bianche, blu e viola. Manca poco, la sera del 13 giugno sarò là e mi ci incastrerò dentro con gioia. span> Postato da: inquiline alle 11:09 | link | commenti (2) | commenti (2) pop up martedì, 27 maggio 2008 Zestaw GDi nuovo Proust si trova a condividere il buio di una scatola con Anouilh e di nuovo la Yourcenar si sente stretta, e anche un po' in imbarazzo, a dialogare con una Storia di Vichy, per di più in brossura. La biblioteca inquilina è di nuovo in viaggio. I libri sono tutti chiusi in scatole americane che parlano una lingua strana. Da fuori si sente un vocìo di curiosità su questa nuova casa di Berlino, qualcuno di loro l'ha vista perché g leggendolo se lo è magari portato là per poi riportarlo indietro e riporlo tra i suoi compagni sulle mensole cracoviane, e allora tutti lo ascoltano, tutti fanno domande e quel libercolo che un tempo era uguale agli altri adesso ha un'esperienza da raccontare. C'è chi chiede del rumore, chi della luce e chi si preoccupa delle nanette inquiline, che potrebbero ancora prendere uno di loro a caso e firmarlo in ogni pagina. Ma come tra i bipedi per fortuna talvolta si incontrano dei buoni animalisti, così anche tra i libri ci sono cuori gentili verso i bambini, in mano loro sta lo sdrammatizzare la perniciosità della giovane ragazzina punk, finanche con un eccesso di ottimismo. Berlino, preparati che tra poco arrivano tutte insieme. O meglio, arriva g al completo, perché g è come una specie di zestaw, un menù come quelli di mac donald "panino, patatine, coca cola e dessert": se stessa, le bamboline sue pargole, i cani vecchi e sordi e tre quintali libri. Quale dei quattro elementi sia il dessert, però, è assai dura da intuire... span> Postato da: inquiline alle 08:25 | link | commenti (4) | commenti (4) pop up domenica, 25 maggio 2008 Commensali e diversità"(...) C'è una differenza fra l'antisemitismo e altri razzismi. In una cena che comprenda un commensale nero, gli altri si asterranno garbatamente dal fare battute contro i negri. In un'altra cena i commensali (non mancano mai) che abbiano voglia di fare qualche battutaccia contro gli ebrei, si guarderanno intorno con qualche cautela: non si sa mai, potrebbe esserci un ebreo, il problema con loro è che non si vedono. Questo vi offre comunque una risorsa. Se siete a quella tavola, e uno dice la sua porcheria antisemita, voi ridete di gusto come gli altri e poi dite tranquillamente: "Forte! Io sono ebreo". Funziona. Poi vi guarderete dal dire: Non è vero, scherzavo. Oppure: Non è vero, volevo solo farvi arrossire. Funziona anche se le battutacce sono contro i froci, o i sieropositivi. Nessuno potrà impedirvi di dichiararvi sieropositivi, o froci, o ebrei, e nemmeno di esserlo. Immaginiamo invece che alla vostra tavola, di soli uomini, venga pronunciata una ordinaria infamia sul conto delle donne, non so, "Per le donne oggi fare un aborto è come bere un bicchier d'acqua". Ecco, allora voi non potete alzare gli occhi dal piatto, guardare lo stronzo e dire con calma: "Io ho abortito". Potete solo dire la vostra opinione, se vi sembra che ne valga la pena, o se vi vergognate troppo di fargliela passare liscia. Ma è un'altra cosa. Se la tavolata è di soli uomini, si possono dire cazzate sull'aborto, senza farsi problemi, senza temere sorprese. Come in una cena senza negri, se vi piacciono le barzellette sui negri.(...)" pp.29-30; ADRIANO SOFRI, Contro Giuliano. Noi uomini, le donne, l'aborto, Sellerio Palermo, 2008. span> Postato da: inquiline alle 09:51 | link | commenti (7) | commenti (7) pop up sabato, 24 maggio 2008 Esistenzialismo all'asilo-Sai mamma che pp all'asilo mi viene sempre a cercare? -Bè, sei la sua sorella, mi sembra anche normale. -No, ma lo fa per farmi sempre la stessa domanda. -Ah, e che ti chiede? -"P!? Ma è vero che noi siamo?" Così mi chiede. -Che siamo e basta? -Sì, così dice, e poi non aggiunge nulla. Vuole sapere se noi siamo. Uno le prende alle quattro e ha cinque minuti di tempo prima di cominciare a sudare. span> Postato da: inquiline alle 13:11 | link | commenti (7) | commenti (7) pop up venerdì, 23 maggio 2008 You'll be a deeentistCi sono tanti testi che g avrebbe voluto scrivere, ma il testo di questa canzone è in cima alla lista. Ne ha trovata una carina e dolcissima che la tratta peggio di un professore al liceo. La aggredisce perché si mangia le labbra. -Ma e qui!!??? -E sì, mi mordo le labbra... -Ma lei sta scherzando! La filippica della dentista bella si è spalancata dall'alto del viso di g, con tono fermo, scocciato eppure assai serio, decisamente implacabile. Ma lei non sa quante terribili malattie le possono capitare per questo. Ma lei deve assolutamente smettere subito. Lo faccia. Me lo prometta perché io la controllerò. E' una cosa terribile, non deve farlo, le malattie che le possono capitare sono tante e anche molto pericolose, signora lei non deve mangiarsi le labbra. Davvero. Se è nervosa, se è stressata si faccia un tè alla melissa, si prenda delle erbe calmanti, ma assolutamente la smetta di mangiarsi le labbra. -(Ma io ho trentanni, la mia vita è un casino, affogo in decine di problemi e quando mi sembra di risalire a galla succede qualcosa di faticosissimo. Lei mi sta parlando in una lingua tecnica che nemmeno conosco e sembra che il mondo si debba concludere con quel che succede ai denti, ma lo sa che io nemmeno mi guardo allo specchio da settimane che non ne ho il tempo. Mi mancano quattro denti e adesso che mi sono convinta mi dite che mi ci vorrà un anno, e io sono mesi che non sorrido per vari motivi ma anche perché ho un buco in bocca e voi mi dite che forse a natale me lo sistemate perché da qui ad allora ho un percorso di dolore estenuante fatto di chiodi nelle gengive, di esami delle ossa del cranio e di trapani e di madonne, che siete voi. Il tè alla melissa... ma io glielo darei sulla testa il tè alla melissa, su quei capelli ben tagliati ben tinti e ben pettinati) Certo, ha ragione, cercherò di non farlo. G tace buona buona, e sorride nel totale imbarazzo. Prima di farle l'ennesima puntura l'eroina del male le chiede per sicurezza se lei ha per caso qualche allergia. -(sì, ai dentisti) No, nessuna, faccia pure. span> Postato da: inquiline alle 12:30 | link | commenti (2) | commenti (2) pop up mercoledì, 21 maggio 2008 Mam pytanieG riceve un bel pacco dall'Italia, dentro c'è un megatomo di novecento pagine di saggi, traduzioni, articoli e varie umanità polonesi. Lo sguardo le si perde nel vuoto all'idea di sfogliarselo e lasciarsi prendere dalle idee e dai pensieri di varie future scritture. Nel momento in cui le mani afferrano il bustone incontra lo sguardo di quattro piccoli e demoniaci ghigni del papa romano, quello che sembra un vampiro. -Eh! Ma che belli i francobolli! la riporta alla realtà la giovane e gentile signorina di là dal vetro che le fa firmare l'avviso di ricezione. G firma ed esce. Imbocca la porta d'uscita con un pensiero stretto tra le labbra: "Ma lei, giovane e gentile signorina polacca, sta scherzando, lei?" e senza risposta raggiunge l'auto parcheggiata, vedendo da fuori le due scimmie dentro che saltano di seggiolino in seggiolino. span> Postato da: inquiline alle 19:20 | link | commenti (2) | commenti (2) pop up venerdì, 16 maggio 2008 Leopardi e coloriLa femminilità di g può tranquillamente essere definita in uno spettro di giudizio che varia tra il "traballante" e il "mozzicato". Non sa truccarsi, nemmeno uno straccio d'ombra di rossetto, nemmeno una giratina di punta di matita e tantomeno unghie e palpebre colorate. Un tempo se ne faceva anche un vanto, povera stellina. Da un po' di tempo incontra amiche, saranno i colori grigioperla di questa Polonia scura, che invece per due labbra rosse rosse hanno tutta un'altra luce negli occhi. In quanto ad eleganza non se la cava meglio, se proprio vuol vestirsi benino finisce per uscire di casa come un gufo di notte, pantaloni neri maglia nera e giacca nera, che poi i capelli già sono bui come le notti nel deserto. L'unico vezzo femmineo di colore lo dedica ad un paio di vestiti, di Missoni. L'uno le abita nei guardaroba da una decina d'anni, è nero, oddài!, ma si vezzeggia di rigoline colorate che squittiscono sonomissoni sonomissoni, come fanno i mobili di plastica di Ikea che squittiscono i loro nomi del nord; è bello, bellissimo e il fatto di avere quasi trentanni gli dona anche quell'alone retrò che male non fa mai, per non tacere la memoria di maman che se lo comprò nei primi anni settanta durante una vacanza in Sardegna, e quindi il sole, il mare e la serenità. L'altro è molto più colorato, ed è un regalo che fu per la nonna di g al suo settantesimo genetliaco, dopo esser stato strinto e risistemato la trasforma sempre in una donnina di mezza età che gioca a carte con le amiche vedove. Da domani g potrà sfoggiare anche un suo suo suo vestito di Missoni, con tanto di sottoveste arancione e anello tra le cioccie che fa tanto costazzurra '65. Una roba che stasera che le è arrivato g si sarebbe rintanata nel bagno del ristorante per provarselo. E si è commossa, e si è sentita un calcio nel sedere per diventare un pochino più donna. E già che c'era, per non gridare al fallimento dei tacchi, ma nemmeno passare giugno con una caviglia ingessata per frattura scomposta seguita a passeggiata scomponibile, si è accattata degli zoccoli olandesi con suola di legno e semitacco zeppato. -E? -E vabbè, dai, che sono leopardati si vede... span> Postato da: inquiline alle 23:06 | link | commenti (6) | commenti (6) pop up martedì, 13 maggio 2008 Zingari e mamme"C'est la vie qui éclate dans toute sa splendeur"
Quando g era piccola la sua maman se la portava sempre a teatro con sé. Sempre. Tanto g era una specie di fagotto silenzioso, se era stanca dormiva e se non era stanca guardava. Dormire dormiva ovunque, in macchina, nelle hall, sulle sedie di legno e nei camerini, semplicemente chiudeva gli occhi, univa le mani, se le metteva sotto una delle due guance e si abbandonava alle braccia di Morfeo. Guardare guardava tutto, gli arredi, le facce delle persone, i vestiti dei camerini e si spaventava anche un po' di quei ceroni di colore che vedeva loro sul viso, ma poi uscivano profumati di crema buona, andavano tutti al ristorante e g mangiava quel che voleva. Ed erano sempre persone adorabili che con i bambini perdevano tempo, si intrattenevano, raccontavano storie e cantavano canzoni. Forse per questo g, molti anni dopo, quando era ormai grande, sempre che a ventanni ci si possa definir grandi, si innamorò di quel valdarnese pelato e lo fece la sua grande anima, forse perché vide in lui quello stesso atteggiamento con i bambini, roba che lei si paralizza invece e quando parla con un bambino recita una parte che le si scolla di dosso, ma vabbè. Le due donne andavano in giro, sempre insieme, sempre complici, sempre dolci. Hai fame, mangiamo, hai sonno, dormiamo: non c'erano orari, non c'erano luoghi e non c'erano costrizioni, soltanto una vita insieme. Quando g aveva dodici tredici anni andarono a vedere Zingarò. Era uno spettacolo di teatro ma era nel tendone di un circo, era uno spettacolo di teatro ma distribuivano un liquore caldo che sapeva di est, erano attori, ma anche acrobati e poeti e scendevano da cavallo per suonare il violino. L'esperienza che g aveva del teatro si sbriciolò, non c'erano più né le pareti, né le sedie, né i luoghi del movimento conosciuto. Niente andava in scena, nessuno ascoltava un testo, nessuno si distraeva perché tutto accadeva, come la vita che si srotola di minuto in minuto, e quando sei bravo ad aprire il cuore riesci a vedere che il mondo non esiste ma accade. E non c'è pensiero al di là della vita. I cavalli, il fumo, gli odori, il sapore di quel liquore che g non beveva ma che ubriacava la sua mamma, gli sguardi di chi intorno a lei riusciva ad aprire il cuore per far sì che quel mondo potesse accadere anche per loro e le mani della mamma che la tenevano stretta e le comunicavano il pensiero felice di esser lì, in quel caos di musica zingara che stordiva l'aria. A Berlino g tiene in cucina il manifesto di quello spettacolo, dentro una cornicina di legno. E domani, per festeggiare il suo compleanno, andrà a veder di nuovo quello spettacolo, a Poznan, dopo sei ore di treno. Dopo diversi anni i ruoli sono cambiati, adesso lei è la mamma, non si lascerà ubriacare da un bicchiere di grzaniec, ma terrà strette le sue due bambole e le guarderà come la sua mamma guardava lei. E sarà un bel giorno. span> Postato da: inquiline alle 14:04 | link | commenti (7) | commenti (7) pop up compleanno domenica, 11 maggio 2008 Il compleanno di un paese normale-Sai Zuly, penso sinceramente che sia un fatto importante trattare Israele come un paese normale. Insomma, finalmente. Finalmente una fiera del libro di un paese qualunque viene dedicata ad un altro paese qualunque che compie sessant'anni. Come diceva Dayan? Ad Israele serviranno le puttane e i ladri per diventare un paese normale, no? Be' nel frattempo sono usciti fuori anche gran libri, ché a poter leggere la lingua di Appelfeld e di Meir Shalev si passerebbero momenti di lucido piacere. ps G condivide il genetliaco non soltanto con la nascita dello staterello finalmente normale di Eretz, ma anche con la non proprio normale Gazeta polacca. Eretz ne fa 60, g 30 e la Wyborcza, che è più giovinetta, 19. span> Postato da: inquiline alle 13:01 | link | commenti (12) | commenti (12) pop up domenica, 11 maggio 2008 Errori, gioie e normalitàSta al tavolo, scribacchia, leggiucchia e il sole polacco entra dalla finestra e le scalda la quercia dell'est. Il pensiero che quei vetri cominciano ad esser grigiastri e sarebbe meglio farli viene spolverato via dal vecchio Fango, che dorme sotto il tavolo e in un momento di abbandono appoggia la testa sul piede ciondolone delle gambe accavallate di g, e sospira. Poche cose al mondo sono più intimamente toccanti, soprattutto quando il cane è vecchio, ha vissuto con quella lei ciondolona per 13 anni, in vari luoghi e in varie case, abituandosi a facce nuove e a vari viaggi, adesso vede poco e sente quasi nulla, gli fanno male le gambe e ha sempre sonno. E poi si guardano, non si dicono nulla ma vedono il film della loro vita insieme, tra errori, gioie e normalità. span> Postato da: inquiline alle 12:27 | link | commenti | commenti pop up cani splendidi sabato, 10 maggio 2008 TestiIn Anime salve De André canta cose del genere, "E per tutti il dolore degli altri è dolore a metà, si accontenta di cause leggere la guerra del cuore. (...) Che dev'esserci un modo di vivere senza dolore una corsa degli occhi negli occhi a scoprire che invece è soltanto un riposo del vento, un odiare a metà" Un po' prima cantava cose simili, "Come ti senti amico, amico fragile, se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te. Lo sa che io ho perduto due figli Signora lei è una donna piuttosto distratta." Insomma, come dire, vogliamo aprirci alla musica tedesca? Sarà meglio? span> Postato da: inquiline alle 11:32 | link | commenti | commenti pop up sabato, 10 maggio 2008 Pinoli e cetrioliE' un bel sabato di sole polacco, i pavimenti sono lindi e puliti, le nanuncole sono tutte rosa e fiorellinate e maman ha in mente una torta della nonna reale. Si troveranno i pinoli in questo paese di cetrioli? span> Postato da: inquiline alle 11:22 | link | commenti (3) | commenti (3) pop up venerdì, 09 maggio 2008 Berlinische weltNe parla meno di quante ne vorrebbe e le parla pure assai peggio di come sarebbe bello parlarle, però insomma, qualche lingua g la mastica. E poi con l'inglese, sarà pure lontano dalle mete dell'oceano di Conrad, sicché si va a piedi, vero, ma si va ovunque. Per comprendere i dati e le richieste del comune berlinese in merito ai documenti per l'asilo delle nanette g ha buttato un occhio sulle altre lingue proposte, al di là del tedesco: arabisch, serbokroatisch, franzosisch, vietnamitesisch, turkisch, spanisch e russisch.
Sono troppo oltre; il che è anche un casino, ma forse basta fare una bella corsa e ci arrivano anche loro, con il loro confuso welt inquilino. span> Postato da: inquiline alle 10:34 | link | commenti | commenti pop up |